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Gradualmente, anche se l'inflazione
domestica è rimasta elevata, l'impulso alla concorrenza
esercitato dal libero mercato ha funzionato da calmiere,
riportando il sistema in una fase di equilibrio. A Milano,
nell'economia della città, la filiera commerciale
gioca da tempo un ruolo predominante, tanto che possiamo
definirla una "trave portante" nell'evoluzione del tessuto
operativo. Attualmente è in atto una profonda
riflessione che coinvolge il commercio al dettaglio,
o meglio il negozio tradizionale, presente in città
con oltre 30.000 esercizi, per recepire e confrontarsi
con le nuove esigenze dei consumatori.
A mio avviso la scommessa può essere vinta attraverso
la fidelizzazione della propria clientela e con la specializzazione
dell'offerta. Le modalità d'approccio sono cambiate
rispetto al passato e non esiste più la figura
del consumatore "abitudinario". Chi conosce poco le
dinamiche commerciali insiste nel volersi preoccupare
nel tentativo di insegnare al consumatore come orientarsi
negli acquisti. In realtà il consumatore sa ormai
benissimo come comportarsi, soprattutto in una città
come Milano che è in grado di offrire un ampio
ventaglio di proposte. Comunque flessibilità
ed efficienza sono una miscela che vede all'avanguardia
il settore del commercio milanese e che permetterà
di guardare con un cauto ottimismo al futuro
L'anno scorso, noi che ci occupiamo esclusivamente
di promozione per i negozi veri, abbiamo notato una
spiccata tendenza alla chiusura e riapertura di molti
negozi. Le risulta e quali settori maggiormente hanno
risentito di questa crisi che attanaglia un po' tutta
l'economia italiana?
La frenata delle nuove aperture, complicata da numerose
chiusure, registra un andamento rallentato dei volumi
di vendita, in particolare nel settore dell'abbigliamento
e del dettaglio alimentare. È in atto comunque
un processo di mutazioni merceologiche sinergiche alle
nuove tendenze, in grado di creare particolari nicchie
di mercato con una accentuata crescita dei prodotti
tecnologici che stanno riempiendo i vuoti lasciati da
altre attività. Comunque uno degli effetti negativi
che si manifesta con particolare frequenza nelle zone
periferiche nasce dal radicamento nella hinterland milanese
della presenza di ipermercati e supermercati, che circondano
Milano creando una vera e propria cintura che sta invertendo
il flusso del "turismo commerciale". Tale flusso fino
a pochi anni fa era in entrata nella città mentre
ora transita dalla città verso l'esterno.
Ma i grandi centri commerciali continuano ad
aprire ed anche i piccoli negozi vengono sostituiti
sistematicamente dalle grandi firme. Che ne sarà
della nostra cara e vecchia "bottega" ?
La trasformazione del commercio in parte ha privilegiato
la media e la grande distribuzione, ma Milano vanta
una vasta concentrazione di negozi tradizionali, specchio
della vivace imprenditorialità ambrosiana, ancora
ben radicata sul territorio, in grado di competere con
il cambiamento in corso. Questo processo di adeguamento
e di flessibilità costituisce in sé una
prima forma di tutela dell'esercizio di vicinato che,
comunque, necessita di un più robusto livello
di interesse da parte di tutti i soggetti istituzionali.
In modo particolare va valorizzato quel prezioso patrimonio
di botteghe storiche e di vecchi mestieri, inteso come
bene socio-culturale capace non solo di collegare memoria
e innovazione ma anche promozione turistica ed offerte
di qualità. In questa direzione Milano ha già
avviato un progetto concreto di valorizzazione delle
Botteghe Storiche cittadine con la costituzione di un
albo e la consegna di una targa di riconoscimento, a
cui dovrà seguire anche la concessione di agevolazioni
tangibili per il mantenimento sul territorio di queste
attività.
Le iniziative e gli sforzi
dell'assessorato al commercio di Milano per incentivare
e supportare i commercianti sono stati moltissimi in
questi anni. Vuole farci un riepilogo delle più
importanti?
L'Assessorato al Commercio ed Artigianato del Comune
di Milano ha articolato una corposa serie di iniziative
con il chiaro obiettivo di mantenere un alto profilo
d'attenzione su tutte le problematiche che investono
un settore così variegato e poco omogeneo. Resta
il fatto che non sia facile promuovere iniziative che
abbiano il pregio della continuità. Per questa
ragione trovo molto interessante un progetto interattivo
come il vostro portale Veroshopping, proprio per la
sua peculiarità di saper interloquire con il
consumatore attraverso una carrellata promozionale facilmente
raggiungibile. Tra le manifestazioni che abbiamo promosso,
ottenendo una importante partecipazione collettiva,
ricordo "Le cento Milano di Milano", un concorso alla
scoperta delle più belle vetrine della città
che ci ha permesso di curiosare e premiare i negozi
con le vetrine più accattivanti. "Milano convenienza"
poi è stata senza dubbio un'altra iniziativa
di ampio respiro cittadino basata sulla programmazione
di una serie di promozioni/vendita contro il carovita.
Molto solida ed importante è stata inoltre la
campagna informativa e di contrasto sul fenomeno della
contraffazione e dell'abusivismo commerciale, una vera
piaga con effetti devastanti sulla domanda di consumo.
Un tema sottovalutato da affrontare con sempre maggiore
incisività per la tutela della legalità
nei confronti del sommerso e del malaffare.
Quali saranno le prossime iniziative
di quest'anno ?
Tra le priorità dell'Assessorato nei prossimi
mesi sicuramente ci sono la costituzione dell'albo delle
Botteghe Storiche e la tutela dei vecchi mestieri e
degli artigiani attraverso progetti e provvedimenti
di salvaguardia (preoccupano per esempio certi canoni
di locazione troppo alti). Sento poi in modo particolare
la necessità di percorrere tutte le strade praticabili
per favorire le imprese a conduzione familiare, in modo
da garantire la continuità ed il ricambio generazionale.
Un dato interessante che mi piace sottolineare è
la sempre più accentuata presenza del commercio
in rosa e dell'artigianato in rosa che aprono nuove
opportunità di lavoro, configurando un curioso
fenomeno di cambiamento: la continuità di un'azienda,
di un negozio, viene sempre più spesso garantita
dalle figlie anziché dai figli, anche in settori
tradizionalmente poco congeniali alle donne come il
meccanico, l'idraulico ecc.
Da poco è stato eletto
il nuovo Presidente della Confcommercio, Dr. Carlo Sangalli.
Cosa cambia nello scenario ?
Il Dr. Carlo Sangalli è
stato un presidente di grande spessore, dimostrando
doti non comuni di equilibrio rispetto alle variabili
di sviluppo del settore in una città in rapida
evoluzione come la nostra. La sua vitalità e
la sua professionalità porteranno sicuramente
un'addizione di fiducia alla Confcommercio, anche a
livello nazionale.
Lei conosce già Veroshopping,
il portale di grande successo che promuove solo ed esclusivamente
i negozi reali di Milano. Qual è il suo parere
in merito all'utilizzo della rete Internet per pubblicizzare
la propria attività ?
La sensibilità del tessuto commerciale di fronte
ai mutamenti del mercato percepisce da tempo una più
marcata necessità di privilegiare nuove forme
d'approccio con la clientela. Veroshopping
offre un servizio via Internet estremamente innovativo
accompagnando il consumatore in una passeggiata virtuale
tra le vetrine e l'interno dei negozi associati, mettendoli
di fronte ad un'ampia ed articolata proposta. Fatta
la scelta, il cliente potrà opzionarla e recarsi
nel negozio per effettuare l'acquisto, offrendo in questo
modo una addizione informativa utile sia a che vende,
sia a chi compra. Personalmente ho sempre guardato con
una certa freddezza agli acquisti via Internet che in
parte sottraggono ai negozi di vicinato quel rapporto
diretto e personale che è un po' l'essenza stessa
del commercio. Veroshopping
promuove gli esercizi commerciali fisici sulla rete,
accompagnando poi per mano il cliente nel negozio prescelto.
Questa formula sicuramente va vista con grande interesse
proprio in funzione di una sempre maggiore flessibilità
del settore di fronte al nuovo che avanza.
VEROSHOPPING.IT - MARZO 2006
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